Semplice eleganza

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Scritto da barbara Ultimo aggiornamento (25 Giugno 2011) Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail
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barbara

 

LA CUOCA COTTA

Un po di sana ironia non guasta mai e come inizio della presentazione mi è quasi congeniale.
Ovvio è che per fare la cuoca e (molto altro) non basti indossarne la divisa......ma una volta che si è sicuri che i panni son tagliati a modo....un po di improvvisazione non guasta.
Sono nata il 30 di marzo del millenovecentocinquattotto a milano, i miei genitori son fiorentini, anche un paio di nonni più la nonna senese e il nonno pugliese, che a Lecce aveva l'antica panetteria padula.........Che friselle.....
Il mio segno è l'ariete, e lo accetto volentieri perchè mi somiglia.....

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Settimo e penultimo appuntamento per il ciclo delle Cene Galeotte, l’evento dall’anima sociale e benefica che vede i detenuti impegnati nella preparazione di otto cene d’autore realizzate con cadenza mensile fino a giugno 2012.

Venerdì 25 maggio 2012 ancora una volta il portone del Carcere di Volterra aprirà i battenti alle 19.30 per i fortunati partecipanti, che, come da tradizione, potranno consumare un piacevole aperitivo all’interno del cortile, nello spazio sotto le antiche mura medicee. Nella cappella trasformata per l’occasione in una sala da pranzo sarà servito il menu della cena, realizzato dai carcerati/cuochi con l’aiuto, questa volta, dello chef Barbara Zattoni del ristorante fiorentino Pane e Vino. Ad accompagnare i piatti, i vini offerti dall’azienda Vignamaggio di Greve in Chianti (FI), serviti dai sommelier della Fisar di Volterra.

Il ricavato della cena, 35 euro il prezzo a persona, come sempre sarà integralmente devoluto alla campagna internazionale Il cuore si scioglie, che dal 2000 vede impegnata Unicoop Firenze, insieme al mondo del volontariato laico e cattolico nella realizzazione di progetti umanitari. L’iniziativa, giunta alla sesta edizione, è realizzata grazie ad Unicoop Firenze, che come ogni anno fornirà le materie prime e assumerà i detenuti retribuendoli regolarmente, in collaborazione con il Ministero di Grazia e Giustizia, la direzione della Casa di reclusione di Volterra, la direzione artistica del giornalista e critico enogastronomico Leonardo Romanelli e il supporto comunicativo dello Studio Umami. Un ruolo fondamentale è ricoperto dalla Fisar delegazione di Volterra, che oltre al servizio vini seleziona le otto aziende che offriranno i prodotti in abbinamento al menu.

Il menu della cena del 25 maggio 2012
I piatti saranno accompagnati dai vini offerti dall’azienda Vignamaggio di Greve in Chianti (FI).

Antipasto di benvenuto (consumato nello spazio del cortile):
Spiedini di mozzarella, crostini di aringa, pollo fritto (antipasto in piedi, in cortile)

Menu (servito nella cappella del carcere):
Fiori di zucca fritti, Insalatina di burrata, Polpette di baccalà
Paccheri in caponata
Garmugia preziosa di primavera
Vitella piccata agli asparagi, portoghese di zucchine
Budino di yogurt con ciliege cotte nel vino

   
Giu
25
11

LA DISEGNATRICE DI CIBI

Scritto da Barbara Ultimo aggiornamento (25 Giugno 2011) Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail
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Altrimenti detta: food design.




Per me è stata un'avventura faticosa, un po' surreale, utile e divertentissima. Mi ha convinto Tommaso, di bottega cinema, cliente e amante di pane e vino. Non so come ma ho detto di si, mi intrigava troppo. E così mi sono ritrovata  con lui, suo padre e una banda di ....stra-professionisti di cinema e televisione, una banda apparentemente senza "ordine e disciplina", ma dopo mezza giornata capisci che nulla è dato al caso.
Ho lavorato con loro per tre giorni, mi veniva qualcuno a prendere a casa la mattina alle 9,30 (per me l'alba) e mi riportavano a pane e vino alle 19. Anche questa cosa di essere accompagnata a giro, per me la prima volta, la direi piacevole, specialmente quando uno è stanco e un po' sballottato.
Ma veniamo al dunque, avevo una tavola imbandita dalle cose più strane: fili, stecchini, colori, dadi, conserve, gelatine, polveri....e un po' di cose che mi ero portata io. Si decideva il piatto da comporre, qualcuno andava a fare la spesa, e poi si cominciava a dare forme e colori, aspettando che i "registi", provassero le luci, le prospettive, i luccichii in eccesso, i contrasti e le ombre......all'inizio è quasi disarmante, poi, come in una cucina che si rispetti, trovi la porta e la maniera di entrare a contatto anche con quello che non conosci ma, con l'aiuto della propria professionalità, arrivi a sapere quello che serve......anche se il perchè lo intuisci e basta. Comici a guardare i volumi e le forme in un modo diverso, districandoti in pezzi di forno sezionati per far entrare la macchina da presa...e così aspetti che venga girata la scena, sperando che la "costruzione" regga fino alla fine. Io ce l'ho fatta, ho retto sino alla fine e spero davvero di poterlo rifare.

   
Set
27
10

MANGIARE DONNA

Scritto da barbara Ultimo aggiornamento (08 Dicembre 2010) Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail
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attestato

Questa doveva essere un'iniziativa intelligente:con uno sguardo rivolto ad un mondo nascosto ma reale, ricco di persone, "competitivo", e di gran valore.
Uno "sguardo" rivolto alle donne non come quote rosa ma, come possibilità di confronto e di dialogo, tra di noi e il "pianeta cibo".
In realtà è stata una manifestazione per nulla "sponsorizzata" (qualcuno di voi ne sapeva qualcosa?) che si è svolta nel palazzo di......non mi ricordo, con lunghi
interventi dei vari presidenti di cui uno ha anche candidamente affermato di non sapere di cosa si trattasse, ed una sola donna! (delle lady chef). Tutti seduti al

   
Scritto da Barbara Ultimo aggiornamento (21 Novembre 2010) Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail
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NON SI LEGGE

Se la curiosità sia maschio o femmina......non sta a me indagare.
Sta di fatto che qualcuno più' "interessato" lamenta di non riuscire a leggere nella foto dell'articolo: mangiare donna, il testo della famosa pergamena; vi accontento, recita cosi':

a zattoni barbara
per aver introdotto a Firenze alla fine degli anni settanta una formula di ristorazione innovativa, basata sull'intuizione vincente
di mettere a disposizione del grande pubblico le perle del nostro patrimonio enologico nazionale, accompagnate da uno straordinario
modello di cucina regionale italiana reinterpretata con gran gusto ed equilibrio.
Ecco qua. Non era poi cosi' male..........


   

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