Semplice eleganza
Nov
13
10

datteri freschi al mascarpone e caramello

Scritto da Barbara Ultimo aggiornamento (18 Marzo 2012) Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

petronilla

AddThis Social Bookmark Button

Kadija-il coperchio di petronilla

Quando sono stata in Marocco, penso ormai 10 anni fa, o anche 13, andando da Marrakech a Zagora abbiamo fatto tappa obbligata, causa fame a Ouarzazate.  Abbiamo conosciuto Sadik, un ragazzo berbero, straospitale che , dopo averci indicato l'unico posto dove mangiare il millesimo tajine, ci ha fatto visitare un "magazzino" che sembrava il nascondiglio di Ali babà; tutti manufatti che recuperano dalle carovane nel deserto e che vendono esclusivamente ai negozianti di una Marrakech  che loro, les homme bleu, frequentano mal volentieri  (trop des brusies).
Ci offri un tè rovente, dolcissimo e pieno di menta e, usando il francese abbiamo fatto una discreta conversazione; tra varie domande di religione/politica e usi/costumi, non potevo non chiedere cosa ci facesse un campo di calcio appena all'inizio del "paesino", inimmaginabile per me credere che, con quel clima, potessero pensare al calcio, e invece si sono attrezzati cosi: giocano un tempo all'alba e l'altro al tramonto.
In questo posto pazzesco dove infondo all'unica strada troneggiava un cartello di latta con tanto di cammello disegnato,  con sotto la scritta: Timbuctù 45 giorni, ho visto il cielo più bello di tutta la mia vita: "un cielo in pianto di deformi stelle" recita una poesia del mio amato Rilke e mai così calzante per me come allora. E in quello stordimento di senso, lungo quella strada infuocata, la strada di: il tè nel deserto, di Bertolucci, con oasi ad insegiursi ed uno stretto, lungo uadi tra giganteschi datteri,  ho pensato a mio nonno, alle 4 parole di arabo che mi aveva insegnato e alla sua cavalla di nome Kadija ed ho chiesto a Sadik se significasse qualcosa e quel qualcosa é: stella splendente. Mi piace, non c'é tristezza, alcuna nostalgia, solo bellissimi ricordi e 2 "amate" ricette.

marocco

Procuratevi dei datteri freschi, sbucciateli, togliete il nocciolo e metteteli a macerare nel rum per una notte, in frigo nella parte meno fredda. Un buon rum da pasticceria va bene, magari stemperato con un poco di acqua, per abbassare il "livello alcolico".


Lavorate con la frusta del mascarpone con lo zucchero a velo e con l'aiuto di una sacca da pasticceria riempite i datteri sgocciolati. Noi li proponiamo con fette di arancia e caramello.




Ora la ricetta salata: sempre con i datteri freschi sbucciati e denocciolati:

riempiteli con una mandorla ciascuno, fasciateli con mezza fetta di pancetta, ora passate nell'uovo, poi nel pangrattato e friggete in olio bollente.


Con nessuna di queste 2 ricette, benché squisite, riuscirete a vedere il cielo del Marocco ahimè,  ma intanto il piacere culinario sarà all'altezza di un sogno che ......potrebbe anche avverarsi.


Commenti  

 
0 #2 barbara zattoni 2010-11-15 21:12
Citazione debora:
Come sempre poesia e bontà si sposano nelle tue ricette.
grazie per i regali che ci fai!

debora

carissima Debora.....che mi strappasti un si per i piumini....... e tu sai di che parlo!!!!! mi sento coccolata dalle tue parole, mi fanno stare bene.
Citazione
 
 
0 #1 debora 2010-11-15 15:03
Come sempre poesia e bontà si sposano nelle tue ricette.
grazie per i regali che ci fai!

debora
Citazione
 

Aggiungi commento


sei qui:

Home su di me Il coperchio di Petronilla datteri freschi al mascarpone e caramello

GTranslate

IL BLOG DI BARBARA

commenti

RSS

ultimi post