Benvenuti nel sito del Ristorante

- aperto - open 19.30 - 01.00 - closed on the sunday - chiuso domenica - (aperto a pranzo soltanto con prenotazione per gruppi, anche piccoli)

Ristorante Enoteca

Firenze Centro Storico

Piazza di Cestello 3/r
Firenze

paneevino@yahoo.it

0552476956

p.iva 03600610483

sotto il sole PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
Sabato 27 Aprile 2013 22:29
AddThis Social Bookmark Button

Sapere-sapore.

incipit di "sotto il sole giaguaro" di Italo Calvino:

 

 

Gustare, in genere, esercitare il senso del gusto, riceverne l’impressione, anco senza deliberato volere o senza riflessione poi. L’assaggio si fa più determinante a fin di gustare e di sapere quel che si gusta; o almeno denota che dell’impressione provata abbiamo un sentimento riflesso, un’idea, un principio d’esperienza. Quindi è che sapio, ai Latini, valeva in traslato sentir rettamente; e quindi il senso dell’italiano sapere, che da sé vale dottrina retta, e il prevalere della sapienza sopra la scienza. Niccolo Tommaseo Dizionario dei sinonimi

 
news PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
Giovedì 21 Marzo 2013 00:00
AddThis Social Bookmark Button
FATTA E MANGIATA...
Tutti i martedì alle ore 20.00 a partire dal 5 marzo si impara a fare la pasta con l'aiuto di Barbara o di nostri altri cuochi, poi la mangerete tutti insieme con un buon bicchiere di vino. Non è una cena, non è un aperitivo, non è un corso, ma un po' di tutto questo. € 15.00 a persona. Prenotazione obbligatoria: 0552476956.
Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Marzo 2013 14:48
 
Foodies PDF Stampa E-mail
Scritto da Gilberto   
Giovedì 21 Febbraio 2013 00:00
AddThis Social Bookmark Button

Dal consumatore attento e curioso ai foodies.


Foodie è un termine informale per una particolare classe di appassionati di cibo e bevande. La parola è stata coniata nel 1981 da Paul Levy e Ann Barr, che ha usato nel titolo del loro libro del 1984 The Official Foodie Handbook.
Wikipedia così lo distingue da gourmet:
Although the two terms are sometimes used interchangeably, foodies differ from gourmets in that gourmets are epicures of refined taste who may or may not be professionals in the food industry, whereas foodies are amateurs who simply love food for consumption, study, preparation, and news.[1] Gourmets simply want to eat the best food, whereas foodies want to learn everything about food, both the best and the ordinary, and about the science, industry, and personalities surrounding food.”
Il “consumatore attento e curioso” era il referente di attività, pubblicazioni ed altro di ArciGola Slow-Food (poi soltanto: Slow-Food) ed in parallelo, anche del Gambero Rosso, che infatti, agli inizi, si muovevano in sinergia. Curioso notare l'attuale distanza. Prima la separazione delle case editrici, che però si associavano per la pubblicazione della guida dei vini d'Italia, poi qualche anno fa, Slow-Food ha fatto la sua guida premiando aziende che seguono “una filosofia produttiva il più sostenibile possibile”. Il Gambero, invece ha dato alle stampe: “foodies” la prima guida per i buongustai del 3.0, forse nel senso che il buongustaio del terzo millennio, può essere curioso, ma anche poco attento. Ci vengono in mente due modelli di comportamento, anche civile. Quello di chi ha attenzione alle conseguenze delle proprie azioni e quello che mette al centro di esse soltanto se stesso. Attenzione contro opportunismo. Da una parte il consumatore attento, non tirchio oppure “vorrei ma non posso”, quello che se beve un bicchiere di vino nota le differenze, in qualche modo lo ascolta, dall'altra il foodie che beve etichette invece di vini, quasi collezionasse figurine scelte in base alle mode. In origine il termine più amichevole, foodie appunto, tentava di scrollarsi l'aura di snobbismo e pesantezza che termini come gourmet o buongustaio si portavano addosso. Ma questa leggerezza si è poi appesantita, diventando una specializzazione, un hobby che costringe ad un livello di informazione quasi maniacale, che in qualche modo ha segnato lo spostamento dell'appasionato in luoghi precipui, ma lontano dagli ortodossi luoghi di consumo. Gli appasionati riempiono le fiere, le degustazioni specializzate, ma latitano nelle enoteche e nei ristoranti. Afflollano il web, quello 2.0 in particolare. Partecipano, almeno virtualmente, ma latitano nei convivi degli umani normali.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Marzo 2013 17:47
 
biodiversità enoica PDF Stampa E-mail
Scritto da gilberto   
Domenica 03 Febbraio 2013 00:00
AddThis Social Bookmark Button

"Jean-Baptiste de la Quintinie, giardiniere del Re Sole Luigi XIV, si vantava di aver selezionato 500 qualità diverse di pere, con tempi di crescita distribuiti in tutti i mesi dell'anno, così che, teoricamente, ogni giorno il sovrano avrebbe potuto gustarne una diversa. Di questo straordinario virtuosismo il giardiniere del re diede conto in un trattato di pomologia (Instruction pour les jardins fruitiers et potagers) pubblicato nel 1690." (Massimo Montanari: "Il riposo della polpetta", Laterza. Ecco un buon motivo per condividere la tutela delle biodiversità. Qui, altri buoni motivi. Seminare, per esempio, molte varietà di cereali (frumento, segale, orzo, avena, miglio, panico, farro, spelta...) serviva a diversificare i tempi di crescita e di raccolta e quindi a difendersi dalle avversità climatiche. L'opinione, dunque, che la biodiversità sia un paradigma da tenere in considerazione, è sempre di più condivisa.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Febbraio 2013 22:25
 
la scienza in cucina PDF Stampa E-mail
Scritto da Gilberto Pierazzuoli   
Lunedì 07 Gennaio 2013 14:07
AddThis Social Bookmark Button

 

 

La scienza in cucina.

 

<<La stupidità in cucina: si è mai preoccupata un’università di un buon nutrimento per i suoi studenti? Di sani rapporti sessuali? ---non si potrà mai abbastanza disistimare l’intelligenza femminile, quando si consideri con quale sventatezza la donna abbia ovunque provveduto al nutrimento della famiglia e del padrone di casa. (…) Se la donna fosse un essere pensante avrebbe dovuto scoprire, essendo cuoca da millenni, i più grandi dati di fatto della fisiologia!>>[1][1] Nietzsche, Al di là del bene e del male,.Adelphi, Milano, 1968, appunti preparatori per frammento 234, pag. 405. I corsivi sono dell’autore.

 

<<(…) Come pure avrebbe dovuto impossessarsi dell’arte medica! (…) a causa dell’assoluta mancanza di razionalità nella cucina, lo sviluppo dell’uomo è stato assai a lungo ostacolato e gravissimamente danneggiato.>>[2][2] Ivi, frammento 234, pag. 144.

 

 

La donna alla quale è stato assegnato il ruolo della cura, quello medicale e quello alimentare, li ha sviluppati entrambi in termini non scientifici, non razionali, ha ignorato la fisiologia. La donna ha adoperato altri criteri. Il suo nutrimento non era adatto allo sviluppo dell’uomo, ovviamente qui si parla di uno sviluppo non in peso o in altezza, uno sviluppo della specie, uno sviluppo della potenza. Ebbene la donna disinteressandosi della fisiologia, ha nutrito l’uomo secondo altri criteri, nemmeno quelli dietetici essendo appunto mancante di razionalità. Alla donna compete, il sesso, il nutrimento e la cura, cose di cui le università si sono poco occupate. A forza di escludere i criteri che la donna non ha adoperato per la cura della specie, si potrebbero intuire i restanti. Allora si potrà capire come mai la cucina ed il nutrimento tutto, siano cose da donne.

 


[1] Nietzsche, Al di là del bene e del male,.Adelphi, Milano, 1968, appunti preparatori per frammento 234, pag. 405. I corsivi sono dell’autore.

[2] Ivi, frammento 234, pag. 144.

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Febbraio 2013 11:28
 
You need Flash player 6+ and JavaScript enabled to view this video.